Assistenza a chiamata sulle automazioni: paghi le ore, non i mesi
Un flusso automatico che funziona si rompe poche volte l’anno: cambia il gestionale, cambia un modello, arriva un caso che nessuno aveva previsto. Per questo non vendo un canone mensile. Vendo un blocco di 10 ore a scalare, valido 12 mesi, che usi per modifiche, aggiornamenti e domande, con il rendiconto di ogni ora consumata.
L’assistenza a chiamata costa 750 € + IVA per un blocco prepagato di 10 ore, a scalare, valido 12 mesi, oppure 80 € l’ora a consumo. Copre modifiche, aggiornamenti dei modelli AI, piccoli guasti e domande su un flusso già costruito, senza canone mensile e senza abbonamento.
- Blocco di 10 ore a 750 € + IVA, valido 12 mesi, a scalare; in alternativa 80 € l’ora a consumo.
- Nessun canone, nessun minimo mensile: le ore non usate restano tue fino alla scadenza del blocco.
- Copre modifiche, aggiornamenti dei modelli, piccoli guasti, domande e spiegazioni alle persone che usano il flusso.
- Vale anche su automazioni costruite da altri: la prima ora la uso per leggere il codice e capire cosa c’è.
- Rendiconto scritto delle ore usate, intervento per intervento.
- Escluso il monitoraggio continuo: al suo posto un avviso automatico che ti scrive quando qualcosa si ferma.
Lo strumento AI dietro servizi come questo: ChatGPT in azienda: usi concreti — come lo uso, quando conviene e quando no.
Aggiornato il 30 settembre 2026
Un flusso che gira ha bisogno di poche ore, non di un abbonamento
Il momento in cui questa pagina serve è preciso. Hai un’automazione che lavora da mesi: preventivi che partono da soli, ordini che dalle email finiscono nel gestionale, un assistente che smista la posta. Poi un giorno il gestionale aggiorna la versione e cambia il tracciato, il fornitore del modello AI ritira quello che usavi, un cliente manda un PDF in un formato mai visto e il flusso si ferma. Vuoi pagare quell’intervento, non un anno di stand-by.
Il mercato spinge nella direzione opposta: canoni mensili da 150 € in su, spesso con un vincolo minimo di dodici mesi, per un servizio che nella pratica viene usato due o tre volte l’anno. Significa pagare la disponibilità di qualcuno, non il suo lavoro. Un flusso costruito bene ha bisogno di poche ore mirate quando qualcosa cambia.
Cosa compri: 10 ore a scalare, con rendiconto
Acquisti 10 ore di lavoro a 750 € + IVA, valide 12 mesi dalla data della fattura. A ogni intervento scalo il tempo effettivo (arrotondato al quarto d’ora) e ti mando il rendiconto: data, richiesta, cosa ho fatto, ore usate, ore rimaste.
Dentro le ore ci sta quello che capita davvero a un’automazione in produzione:
- Modifiche: una regola nuova, un campo in più, un destinatario diverso, un listino cambiato.
- Aggiornamenti dei modelli AI: quando Claude, GPT, Gemini o DeepSeek cambiano versione, verifico che il flusso risponda come prima e correggo le istruzioni se serve; lo stesso per i modelli locali via Ollama.
- Piccoli guasti: credenziali scadute, API che cambiano formato, un caso limite che manda in errore un passaggio.
- Domande: una persona nuova in ufficio deve capire come si usa il flusso, oppure vuoi sapere se una cosa è fattibile prima di chiederla.
- Piccole estensioni: se stanno in un’ora o due, dentro il blocco; se sono un lavoro nuovo, te lo dico e le quoto a parte.
Se preferisci non anticipare nulla, l’alternativa è la tariffa a consumo: 80 € l’ora, fatturati a fine intervento. Il blocco conviene dalla decima ora in su, ed evita di decidere ogni volta se «vale la pena chiamare».
Cosa resta fuori dal blocco
Due cose, dette prima perché su questo nascono i malintesi.
Il monitoraggio continuo. Non tengo d’occhio il tuo flusso tutti i giorni: sarebbe un canone travestito. Al suo posto, in fase di pilota, imposto un avviso automatico che ti scrive (email o WhatsApp) quando un passaggio fallisce o quando un giorno non è passato nessun dato. Tu vedi l’avviso e mi chiami; io intervengo scalando le ore.
La reperibilità. Intervengo nei giorni lavorativi. Un’urgenza il sabato o la sera si concorda sul momento, se sono raggiungibile, senza tariffa maggiorata; ma non è un impegno contrattuale. Se il tuo flusso richiede una risposta garantita in due ore, ti serve un servizio diverso e più costoso, e te lo dico prima di venderti un blocco.
Restano fuori anche le licenze dei servizi (modelli AI, n8n cloud, WhatsApp Business API) e i costi a consumo dei modelli, che sono tuoi e intestati a te. E resta a carico tuo il controllo di merito: io rimetto in moto il flusso, ma la responsabilità di un preventivo o di un sollecito che escono è di chi li firma.
Cosa mi serve prima della prima ora
Se il flusso l’ho costruito io, non serve niente: ho già la documentazione, gli accessi e il criterio di successo scritto in fase di pilota. Mi mandi il messaggio e parto.
Se l’ha costruito qualcun altro, prima di toccare qualsiasi cosa mi servono:
- il codice o l’export dei workflow (n8n, Make, Zapier, script Python, fogli con macro);
- le credenziali dei servizi collegati, su un account nominale che puoi revocare quando vuoi;
- una descrizione, anche a voce, di cosa dovrebbe fare il flusso e di come si rompe;
- il nome della persona in azienda che apre le richieste.
La prima ora del blocco è di lettura: capisco cosa c’è, ti scrivo cosa ho trovato, dove sono i punti fragili e cosa non riesco a coprire (per esempio, un servizio chiuso di cui non esiste documentazione). Con quel foglio in mano decidi se usare le altre nove ore o fermarti lì. Stesso principio del secondo parere su un preventivo: prima capire, poi spendere.
Tempi e dipendenze: da cosa dipende quanto ci metto
Una richiesta tipica vale tra mezz’ora e due ore. Un aggiornamento di modello richiede in genere un’ora, perché riprovo i casi di test conservati dal pilota. I casi lunghi dipendono da altri: un gestionale che ha cambiato le API senza documentazione nuova, un fornitore che deve riattivare un accesso, un modello ritirato che costringe a riscrivere le istruzioni. In quei casi ti avviso prima di superare le due ore.
Le modifiche le provo in copia, mai sul flusso in produzione, e le metto online in un orario concordato. Nessun cambiamento passa senza che tu lo sappia.
Quanto costa e cosa succede quando finiscono le ore
Il prezzo è uno: 750 € + IVA per 10 ore, pagati alla partenza, validi 12 mesi. In alternativa 80 € l’ora a consumo. Non esistono canoni, minimi mensili, rinnovi automatici o penali. Quando le ore finiscono, se ti serve ancora assistenza, compri un altro blocco; se non ti serve, non succede niente. Le ore non usate alla scadenza non si rimborsano, ma nell’anno le puoi spendere anche per formare chi usa il flusso o per una modifica che rimandavi.
Il senso lo spiego nella pagina su quanto costa automatizzare: un flusso ben costruito consuma poche ore l’anno, quindi il blocco copre di norma un anno intero. Se un flusso consumasse un blocco ogni tre mesi, non è assistenza: è un lavoro fatto male, e lo affronto come progetto, con un criterio di successo scritto prima.
Esempio dimostrativo: un anno su un flusso preventivi
Esempio dimostrativo — Immagina un’azienda di forniture per l’edilizia in provincia di Verona con un flusso che riceve le richieste via email, le legge, cerca gli articoli sul listino e prepara la bozza del preventivo per il commerciale. Il flusso è in produzione da gennaio. Nell’anno succedono queste cose: a marzo il listino cambia struttura e il flusso non trova più i codici (un’ora e mezza); a giugno il fornitore del modello AI ritira la versione usata, riprovo i venti casi di test con quella nuova e correggo due istruzioni (un’ora); a settembre il commerciale chiede di aggiungere lo sconto quantità in bozza (due ore); a novembre una persona nuova in ufficio vuole capire come si corregge una bozza sbagliata (mezz’ora al telefono); a dicembre scade una credenziale e il flusso si ferma per una mattina, l’avviso automatico lo segnala, rientro in un’ora. Totale: sei ore in dodici mesi, con quattro ore ancora nel blocco. Con un canone da 200 € al mese la stessa azienda avrebbe speso 2.400 € (esempio, non un caso reale).
Quando il blocco di ore non conviene
Non conviene se non hai ancora un flusso: il blocco serve a tenere in vita qualcosa che esiste, non a costruirlo. Il primo passo in quel caso è il pilota a prezzo fisso, che ha già dentro la messa a punto.
Non conviene se il flusso richiede una risposta garantita in ore precise, anche di notte: serve un contratto di reperibilità, che non offro. Non conviene se l’automazione gira su una piattaforma proprietaria dell’agenzia a cui non hai accesso: la prima ora finirebbe con «non posso toccarlo». In quel caso leggi come lavora un tecnico solista rispetto a un’agenzia e valuta se rifare il flusso su strumenti che restano tuoi.
Non conviene, infine, per un lavoro nuovo (un altro canale, un altro reparto, un cruscotto): è un progetto, e lo quoto come tale.
Per partire
Scrivimi su WhatsApp o mandami un’email a info@cangrandeai.it con tre righe: quale flusso vuoi coprire, chi l’ha costruito, cosa è successo l’ultima volta che si è fermato. Se l’ho costruito io, ti mando la fattura del blocco e da lì scali le richieste; se l’ha costruito qualcun altro, mi servono anche codice e accessi, e la prima ora di lettura te la racconto per iscritto. Il primo confronto è gratuito.
Domande frequenti
Quanto costa l’assistenza a chiamata?
Un blocco di 10 ore costa 750 € + IVA, si paga alla partenza e vale 12 mesi. Se preferisci non anticipare nulla, intervengo a 80 € l’ora a consumo, fatturato a fine intervento. Non esistono canoni, minimi mensili o rinnovi automatici.
Cosa serve per partire?
Un elenco dei flussi da coprire, un accesso funzionante a dove girano (server, account n8n o Make, fogli, gestionale) e il nome della persona che apre le richieste. Se il flusso l’ho costruito io, ho già tutto; se l’ha costruito qualcun altro, mi servono anche il codice o l’export dei workflow e le credenziali dei servizi collegati.
Cosa succede se il flusso si blocca di sabato?
Intervengo nei giorni lavorativi. Un’urgenza fuori orario si concorda al momento, se sono raggiungibile, e le ore si scalano dal blocco come le altre. Non prometto tempi di risposta contrattuali: proprio per questo il prezzo è quello di un blocco di ore e non di un servizio di reperibilità.
Le ore non usate si perdono?
Restano tue per 12 mesi dalla data di acquisto. Se a fine anno ne restano, non le rimborso ma le puoi usare per qualcosa di diverso dal guasto: una modifica che rimandavi, un’ora di formazione a chi usa il flusso, un aggiornamento del modello AI.
Assisti anche automazioni che non hai costruito tu?
Sì, con una regola: la prima ora del blocco la uso per leggere il codice, i workflow e le credenziali e per dirti per iscritto cosa ho trovato e cosa non riesco a coprire. Dopo quell’ora decidi tu se andare avanti con le altre nove.
I miei dati e le mie credenziali dove finiscono?
Restano sui tuoi sistemi: lavoro con accessi nominali che puoi revocare quando vuoi, e non copio dati fuori dall’azienda. Se il flusso usa modelli in cloud, l’assistenza non cambia dove passano i dati; se usa un modello locale, non escono neppure durante l’intervento.
Non è più comodo un contratto di manutenzione mensile?
Lo è per chi lo vende. Un flusso ben fatto ha bisogno di poche ore l’anno, e un canone mensile finisce per pagare mesi in cui non succede niente. Se un tuo flusso richiedesse davvero ore ogni mese, il problema è il flusso, e lo sistemo come pilota a prezzo fisso, non come assistenza.
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Raccontami il problema con parole tue: un messaggio che ricevi spesso, una richiesta, una fattura che ricopi a mano. Ti dico onestamente se conviene automatizzarlo — e se non conviene, te lo dico. Si parte da un flusso piccolo e misurabile.
Rispondo io, di persona. Se ci sono dati sensibili, puoi anonimizzarli: per capire il problema bastano.