Studi & documenti

Estrazione automatica dei dati da fatture passive e DDT

In amministrazione si reinseriscono a mano i dati di fatture fornitori e bolle di trasporto: fornitore, numero, data, imponibile, IVA, totale, riga per riga. Costruisco un flusso che legge il documento e propone i campi già compilati, pronti per essere controllati e importati nel gestionale. La parte ripetitiva la fa il sistema, il controllo resta alla persona.

Risposta breve

Un flusso di lettura documenti (OCR più modelli AI) che prende fatture passive e DDT in PDF, scansione o allegato PEC, estrae testata e righe e le propone per il controllo e l’import nel gestionale. Non registra nulla da solo: una persona conferma prima. Pilota a prezzo fisso 890 € su un tipo di documento, criterio di successo scritto prima; sistema completo da 4.500 €. Niente canone.

  • Pensato per amministrazione di PMI, uffici e studi di Verona e provincia; a distanza in tutta Italia.
  • Legge fatture passive e DDT (PDF, scansioni, allegati PEC) ed estrae i campi di testata e le righe.
  • Segnala i campi dubbi (totale che non quadra, quantità poco leggibile) perché vengano controllati per primi.
  • Non sostituisce il gestionale: prepara un CSV o una chiamata API, l’import resta sotto il tuo controllo.
  • Pilota 890 € su un tipo di documento, sistema da 4.500 €; assistenza a chiamata, niente canone.
  • Modelli reali (Claude, GPT, Gemini, DeepSeek) oppure in locale se i documenti non devono uscire dall’azienda.

Lo strumento AI dietro servizi come questo: Claude per lavorare sui documenti — come lo uso, quando conviene e quando no.

Aggiornato il 30 settembre 2026

Il lavoro che nessuno vede: ribattere fatture e bolle nel gestionale

In quasi ogni ufficio amministrativo c’è una scrivania dove si accumulano fatture passive e documenti di trasporto: PDF allegati alle PEC, scansioni del cartaceo, foto fatte dal magazziniere col cellulare. Poi qualcuno li apre uno per uno e ribatte gli stessi dati nel gestionale: ragione sociale e partita IVA del fornitore, numero, data, imponibile, aliquota e importo IVA, totale, e spesso anche le singole righe.

Il problema si vede in tre momenti. A fine mese, quando il lotto da registrare è più grosso delle ore disponibili. Quando entra un fornitore nuovo con un formato mai visto. Quando fattura e DDT arrivano separati e bisogna ritrovare la bolla giusta e verificare che quantità e righe coincidano. E ogni ribattitura è un’occasione di errore: una cifra invertita, un totale che non torna e si scopre in riconciliazione.

Secondo l’Istat («Imprese e ICT 2025»), l’estrazione di informazioni da documenti è l’uso più diffuso tra le imprese italiane che adottano l’AI (70,8%). È la parte d’ufficio più ripetitiva e più facile da togliere alle persone.

Cosa consegno: i campi già letti, la conferma resta a te

Non tolgo l’amministrazione di mezzo: le tolgo la battitura. Il flusso che costruisco usa l’OCR per leggere il testo e un modello AI per capire la struttura del documento, così individua dove sta ogni informazione anche se la fattura di ogni fornitore ha un layout diverso. Nei lavori veri uso modelli reali (Claude, GPT, Gemini, DeepSeek) o modelli locali via Ollama quando i documenti non devono uscire dall’azienda.

Il risultato non è un import automatico e cieco. È una bozza di campi già compilata che una persona guarda, corregge dove serve e conferma. La parte ripetitiva la fa il sistema, il controllo resta alla persona, insieme alla responsabilità sul dato che entra nel gestionale. Lo stesso principio vale per il flusso gemello degli ordini clienti da email e PDF al gestionale: cambia il documento, non il metodo.

Cosa legge il sistema, campo per campo

  • Prende il documento dove arriva: cartella condivisa, casella PEC o email dedicata; PDF nativi, scansioni, immagini. Riconosce se è una fattura o un DDT.
  • Estrae la testata: fornitore e partita IVA, numero documento, data, imponibile, aliquota e importo IVA, totale.
  • Estrae le righe: descrizione, quantità, prezzo e importo delle singole voci, così non vanno ribattute.
  • Controlla la coerenza: somma delle righe contro il totale, partita IVA contro l’anagrafica fornitori, DDT contro la fattura corrispondente quando entrambi sono presenti.
  • Segnala i dubbi: i campi a bassa confidenza finiscono in una coda di revisione con il documento originale accanto, da controllare per primi.
  • Prepara l’uscita: un CSV o una chiamata API nel formato che il gestionale importa, oppure un foglio ordinato se il gestionale non ha import.

Cosa funziona e cosa no nella lettura dei PDF lo spiego nella guida estrazione dati da PDF: cosa funziona e cosa no.

Cosa è compreso nel pilota e cosa no

Compreso: la mappatura di un tipo di documento (per esempio i DDT dei cinque fornitori più frequenti, oppure le fatture passive in PDF), i controlli di coerenza, la coda di revisione, il formato di uscita concordato con il tuo gestionale, la messa a punto sui documenti veri durante la prova e una pagina di istruzioni per chi lo userà.

Non compreso: l’import automatico direttamente dentro il gestionale senza passaggio umano (si valuta nel sistema completo, e solo dove il gestionale lo permette), la pulizia dell’anagrafica fornitori se è piena di doppioni (c’è un servizio a parte per la pulizia delle anagrafiche), le decisioni contabili: il flusso non decide come contabilizzare, questo resta a chi tiene la contabilità.

Cosa mi serve da te prima di iniziare

Tre cose. Un campione di una trentina di documenti reali, anche anonimizzati, rappresentativo dei fornitori più frequenti e con dentro i casi brutti: scansioni storte, bolle firmate a mano dal corriere, foto da cellulare. L’elenco dei campi che ti servono davvero nel gestionale, perché estrarre tutto è inutile e costa controllo. Una risposta chiara su come i documenti arrivano oggi (cartella, PEC, email) e su come il gestionale accetta i dati: import CSV, API o inserimento a mano. Con una persona di riferimento in amministrazione che provi il flusso, il pilota va più veloce.

Tempi: quattro-sette settimane, e da cosa dipendono

Per il pilota, in genere 1-3 settimane di costruzione e 3-4 di prova sui documenti veri. La costruzione dipende da quanto in fretta mi arrivano campione, elenco dei campi e risposte sul gestionale; la prova dipende dal volume: servono abbastanza documenti per misurare il criterio di successo, quindi con dieci fatture al mese la prova si allunga. Il sistema completo si pianifica dopo, un tipo di documento alla volta, partendo da quelli che pesano di più.

Prezzo: pilota 890 €, sistema da 4.500 €, nessun canone

  • Pilota a prezzo fisso: 890 € + IVA. Un tipo di documento, criterio di successo scritto prima (ad esempio: «9 DDT su 10 dei fornitori scelti escono dal flusso con al massimo un campo da correggere»), messa a punto inclusa. Se dopo la messa a punto il criterio non è raggiunto, il saldo non si paga. Le condizioni complete sono nella pagina del pilota a prezzo fisso.
  • Sistema su misura: da 4.500 € + IVA. Più tipi di documento, ingresso automatico dalla PEC, riconciliazione DDT-fattura, import nel gestionale dove possibile.
  • AI locale in azienda: da 2.900 € + IVA, hardware escluso, se i documenti non devono uscire; ne parlo nella pagina sull’AI locale con i dati che restano in azienda.
  • Costi dei modelli: a consumo, indicativamente 5-30 € al mese per l’amministrazione di una PMI, pagati direttamente al fornitore del modello.

Pagamento: 50% alla partenza, 50% alla consegna. Dopo la consegna il flusso è tuo: codice, accessi e documentazione. Non c’è canone. Quando un fornitore cambia il formato della fattura o serve un controllo nuovo, c’è l’assistenza a chiamata a blocchi di ore: 10 ore a 750 €, oppure 80 € l’ora a consumo.

Esempio dimostrativo: 150 fatture e 200 bolle al mese

Esempio dimostrativo — Immagina un’azienda metalmeccanica di Villafranca con una ventina di fornitori di materiale, minuteria e trasporti. Ogni mese arrivano circa 150 fatture passive in PDF via PEC e 200 DDT, metà scansionati, metà fotografati in magazzino. L’addetta all’amministrazione passa una decina di ore a settimana a ribatterli e a cercare la bolla giusta per ogni fattura.

Con il pilota sui DDT dei fornitori più frequenti, ogni bolla che entra viene letta: il sistema propone testata e righe, abbina la bolla alla fattura quando la trova, evidenzia una quantità poco leggibile e segnala una fattura in cui il totale non coincide con la somma delle righe. L’addetta corregge i casi dubbi e conferma il resto. Il tempo settimanale di battitura scende a un paio d’ore, quasi tutte di controllo; le ore liberate tornano alle scadenze e al rapporto con i fornitori. (esempio, non un caso reale)

Quando l’estrazione automatica non conviene

Se ricevi pochissime fatture e DDT al mese, o se hai uno o due fornitori sempre con lo stesso formato semplice, il tempo per impostare e verificare il flusso supera quello che fa risparmiare: meglio il metodo manuale, o aspettare che i volumi crescano. Se le tue fatture passive arrivano tutte come XML dallo SdI e il gestionale le importa già, l’estrazione dal PDF non ti serve: qui il lavoro sta nei DDT, nelle fatture estere e nei documenti che arrivano ancora su carta. Se i tuoi documenti arrivano quasi solo come scansioni di pessima qualità, prima vale la pena migliorare la fonte, altrimenti si sposta solo il lavoro dalla battitura alla correzione. E se il vero problema è un’anagrafica fornitori disordinata, il flusso di lettura non lo risolve: lo amplifica.

Uno studio che tiene la contabilità di più clienti trova gli altri flussi ripetitivi nella pagina AI per commercialisti e studi, a partire dal sollecito automatico dei documenti mancanti.

Come si parte: mandami dieci documenti

Scrivimi su WhatsApp o mandami un esempio via email a info@cangrandeai.it: dieci fatture o DDT dei fornitori che ti fanno perdere più tempo, anche anonimizzati, e il nome del gestionale. Ti rispondo dicendo se il caso regge un pilota, con quale criterio di successo e in quanto tempo. Il primo confronto è gratuito.

Domande frequenti

Quanto costa l’estrazione automatica dei dati da fatture e DDT?

Il pilota costa 890 € + IVA e copre un tipo di documento (per esempio i DDT dei fornitori più frequenti), con criterio di successo scritto prima e messa a punto inclusa; se il criterio non è raggiunto, il saldo non si paga. Il sistema completo, con più tipi di documento, ingresso automatico dalla PEC e import nel gestionale, parte da 4.500 € + IVA. Niente canone: dopo la consegna paghi solo l’assistenza a chiamata quando serve, più i costi dei modelli a consumo (indicativamente 5-30 € al mese).

Cosa serve per partire?

Una trentina di fatture e DDT reali dei fornitori più frequenti, anche anonimizzati, compresi i casi brutti (scansioni storte, foto da cellulare); l’elenco dei campi che ti servono davvero nel gestionale; una risposta chiara su come il gestionale accetta i dati (import CSV, API o inserimento a mano). Con questi tre pezzi scrivo il criterio di successo e parto.

Si integra con il mio gestionale?

Se il gestionale importa un CSV o espone un’API, sì: produco il file o la chiamata nel formato che si aspetta, senza cambiare software. Se non ha né import né API, il flusso produce comunque un foglio ordinato con i dati già letti e verificati, e la persona inserisce a partire da quello. Lo verifico prima di iniziare, non a lavoro fatto.

Legge anche le scansioni e non solo i PDF nativi?

Sì: PDF nativi, scansioni e immagini. L’accuratezza dipende dalla qualità: su un PDF pulito è alta, su una scansione storta o sbiadita serve più correzione manuale. Nel pilota misuro quanti documenti di ogni tipo vengono letti bene, e se una fonte è troppo rovinata te lo dico: conviene migliorare la scansione, non il software.

Quanto è accurato? Serve comunque controllare?

Sì, il controllo umano è parte del flusso, non un’eccezione. Il sistema propone i campi e segnala dove è meno sicuro, ma una persona conferma prima della registrazione. L’obiettivo è togliere la battitura, non la responsabilità sul dato che entra in contabilità.

Gestisce anche i DDT oltre alle fatture?

Sì. Estrae i dati tipici del documento di trasporto (mittente, destinatario, numero, data, descrizione e quantità delle righe) e serve soprattutto a riconciliare la bolla con la fattura corrispondente quando arrivano separate, cosa che oggi si fa a occhio.

I documenti contengono dati di fornitori e prezzi: dove finiscono?

Di norma passano da modelli cloud (Claude, GPT, Gemini o DeepSeek) con impostazioni che escludono l’uso dei dati per l’addestramento, e non vengono conservati fuori dai tuoi sistemi. Se preferisci che non escano dall’azienda, il flusso può girare su modelli locali installati su un tuo computer: costa di più e leggono un po’ peggio, e te lo dico prima. Le demo del sito sono simulazioni e non conservano nulla.

Vuoi vedere se ha senso per la tua attività?

Raccontami il problema con parole tue: un messaggio che ricevi spesso, una richiesta, una fattura che ricopi a mano. Ti dico onestamente se conviene automatizzarlo — e se non conviene, te lo dico. Si parte da un flusso piccolo e misurabile.

Rispondo io, di persona. Se ci sono dati sensibili, puoi anonimizzarli: per capire il problema bastano.